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REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ

approvato con delibera C.C. 3 del 20/03/2024

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1 - Finalità del regolamento

1. Il presente regolamento è predisposto in osservanza e in attuazione delle norme di cui al D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, recante: «Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali» e del D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 recante «Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42».

2. Con il presente regolamento sono disciplinate le attività di programmazione finanziaria, di previsione, di gestione, di rendicontazione, di investimento e di revisione, nonché le procedure da seguire per la gestione delle entrate e delle spese del comune.

3. Le norme del presente regolamento sono finalizzate ad assicurare che l’attività amministrativa persegua i fini determinati dalla legge, con criteri di economicità, di efficacia e di pubblicità e con le procedure previste per i singoli procedimenti.

4. Il regolamento di contabilità deve intendersi come strettamente connesso ed integrato con lo Statuto dell'ente e con gli altri regolamenti dell'ente.

5. Per quanto non espressamente contemplato dal presente regolamento, sono applicabili le disposizioni legislative previste in materia di finanza statale, nonché le disposizioni dello Statuto comunale e di altri regolamenti interni non incompatibili con il presente regolamento.

Articolo 2 - Disciplina delle procedure

1. Per tutti gli adempimenti concernenti il servizio di contabilità, affidati all’area contabile, sono osservate le procedure disciplinate dal presente regolamento.

Articolo 3 - Conoscenza dei risultati della gestione di funzioni o servizi

1. Gli enti e gli organismi costituiti presso o con il Comune per l’esercizio di funzioni o servizi comunali comunicano, annualmente, ogni elemento utile per la valutazione dei risultati conseguiti.

2. Nel bilancio di previsione finanziario e nel Documento unico di programmazione (DUP) di cui all’art. 170, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 sono evidenziati gli elementi di cui al precedente comma 1.

3. Il responsabile dei servizi finanziari di cui al successivo art. 5 ha facoltà di richiedere chiarimenti e integrazioni degli elementi forniti.

Articolo 4 - Competenze dei soggetti dell’amministrazione

1. Ai fini della programmazione, adozione o attuazione dei provvedimenti di gestione si fa rinvio alle norme del T.U. sull’ordinamento degli enti locali, allo Statuto, e alle altre norme vigenti, nonché al presente regolamento.

TITOLO II – ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO FINANZIARIO

Articolo 5 – Servizio finanziario

1. Il servizio finanziario è organizzato in modo da garantire l’esercizio delle funzioni di coordinamento e di gestione dell’attività finanziaria dell’Ente e più precisamente:

a. la programmazione ed i bilanci;

b. la rilevazione e la dimostrazione dei risultati di gestione;

c. la gestione del bilancio riferita alle entrate ed alle spese;

d. il controllo e la salvaguardia degli equilibri di bilancio;

e. i rapporti con il servizio di tesoreria e con gli altri agenti contabili interni;

f. i rapporti con l’organo di revisione economico-finanziaria;

g. la tenuta dello stato patrimoniale e degli inventari;

h. la tenuta della contabilità ai fini fiscali.

2. Le risorse umane assegnate al servizio finanziario comunale sono definite e disciplinate dal regolamento sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi.

3. Il responsabile del servizio finanziario di cui all’art. 151, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, si identifica con il responsabile del servizio o, in caso di sua assenza o impedimento, con la figura professionale individuata da apposito atto del Sindaco.

4. Il responsabile del servizio finanziario è altresì preposto alla verifica di veridicità delle previsioni di entrata e di compatibilità delle previsioni di spesa, avanzate dai vari servizi, da iscriversi nel bilancio di previsione finanziario ed alla verifica periodica dello stato di accertamento delle entrate e di impegno delle spese.

5. Al servizio finanziario fanno carico tutte le competenze e le responsabilità dell’istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonché, fatte salve le competenze stabilite dalla legge e dallo Statuto proprie degli organi, l’adozione dei provvedimenti finali.

Articolo 6 - Disciplina dei pareri di regolarità contabile

1. Su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta e al Consiglio, che non sia mero atto di indirizzo e che comporti riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell'ente, deve essere richiesto il parere del responsabile del servizio finanziario in ordine alla regolarità contabile.

2. Il parere di cui al comma precedente, espresso entro 7 (sette) giorni dal ricevimento della proposta di deliberazione, riguarda di norma i seguenti aspetti:

a) la corretta indicazione dell'entrata e/o della spesa;

b) la corretta gestione del patrimonio;

c) il rispetto dei principi generali dettati dall'ordinamento in materia contabile e finanziaria degli enti locali;

d) la conformità alle norme fiscali;

e) il rispetto delle norme di cui al presente regolamento.

3.Il parere è sempre espresso in forma scritta, sottoscritto e munito di data, inserito nell’atto in corso di formazione.

4. Il parere contrario alla proposta di un atto, o che comunque contenga rilievi in merito al suo contenuto, deve essere motivato. In tale caso, l'organo competente alla deliberazione dell'atto può ugualmente assumere il provvedimento con apposita motivazione circa le ragioni che inducono a disattendere il parere stesso.

5. Il parere di regolarità contabile non è rilasciato per le deliberazioni del Consiglio e della Giunta comunali che non sono coerenti con il Documento unico di programmazione e il bilancio di previsione finanziario, eventualmente aggiornati anche con lo stesso atto. Tali deliberazioni, a norma dell’art. 170, comma 7, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, sono inammissibili e improcedibili.

Articolo 7- Il visto di regolarità contabile sulle determinazioni

1. Il visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria, rilasciato dal responsabile del servizio finanziario, deve essere apposto su ogni determinazione avente riflessi diretti e/o indiretti sul bilancio comunale.

2. Le determinazioni che comportano impegni di spesa, ai sensi dell’art.151, comma 4 del TUEL, non sono esecutive senza l'apposizione del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria.

3. Il responsabile del servizio finanziario appone il proprio visto di norma entro 10 (dieci) giorni dal ricevimento della determinazione.

4. Il responsabile del servizio finanziario effettua le attestazioni di copertura finanziaria in relazione alle disponibilità effettive esistenti negli stanziamenti di spesa. e, nei casi di spese finanziate da entrate a specifica destinazione, all’avvenuto accertamento delle entrate medesime.

5. Qualora la determinazione non presenti i requisiti di regolarità di cui ai commi precedenti, il visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria viene negato con adeguata motivazione e l’atto restituito al servizio proponente.

6. Qualora si verifichino situazioni gestionali di notevole gravità tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio, il responsabile del servizio finanziario può sospendere il rilascio delle attestazioni di copertura finanziaria con le modalità di cui al successivo articolo.

Articolo 8 - Segnalazione obbligatoria dei fatti e delle valutazioni

1. I responsabili dei servizi sono tenuti a segnalare, al settore finanziario dell’ente, tutti i fatti gestionali dai quali possono derivare situazioni tali da pregiudicare gli equilibri di bilancio, nonché le situazioni anomale o gli scostamenti significativi di entrata rispetto alle previsioni di bilancio.

2. Il responsabile del servizio finanziario è tenuto a segnalare tempestivamente, per iscritto, al Sindaco, al Consiglio dell'ente nella persona del suo presidente, al segretario e all'organo di revisione, nonché alla competente Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, fatti, situazioni e valutazioni che comunque possano pregiudicare gli equilibri di bilancio ovvero gli equilibri finanziari della gestione di competenza, della gestione dei residui e della gestione di cassa, nonché gli equilibri del saldo tra entrate finali e spese finali ai fini del rispetto del pareggio di bilancio.

3. Il Consiglio provvede al riequilibrio a norma dell'art. 193, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, entro 30 (trenta) giorni dal ricevimento della segnalazione, anche su proposta della Giunta.

Articolo 9 - Contabilità fiscale

1. Per le attività esercitate dall’ente in regime d’impresa (attività commerciali) le scritture contabili sono opportunamente integrate con specifiche registrazioni delle operazioni rilevanti ai fini IVA, osservando le disposizioni in materia vigenti nel tempo, alle quali si fa espresso rinvio per ogni corretto adempimento dei conseguenti obblighi fiscali a carico dell’ente.

TITOLO III – PROGRAMMAZIONE E BILANCIO

Articolo 10 - Gli strumenti della programmazione

1. Gli strumenti della programmazione sono:

- il documento unico di programmazione (DUP);

- il bilancio di previsione finanziario;

- il piano esecutivo di gestione (PEG), comprensivo del piano delle performance;

- il piano degli indicatori di bilancio;

- l’assestamento di bilancio, comprendente il controllo della salvaguardia degli equilibri di bilancio;

- le variazioni di bilancio;

- il rendiconto sulla gestione.

Articolo 11 - Documento unico di programmazione (DUP)

1. Il documento unico di programmazione (DUP) costituisce, nel rispetto del principio del coordinamento e coerenza dei documenti di bilancio, il presupposto necessario di tutti gli altri documenti di programmazione. Si compone di due sezioni: la Sezione Strategica (SeS) e la Sezione Operativa (SeO). La prima ha un orizzonte temporale di riferimento pari a quello del mandato amministrativo, la seconda pari a quello del bilancio di previsione finanziario.

2.  Il Documento unico di programmazione semplificato deve contenere l’analisi interna ed esterna dell’Ente illustrando principalmente, con riferimento all'arco temporale di riferimento del bilancio di previsione almeno triennale:

  1. le risultanze dei dati relativi al territorio, alla popolazione e alla situazione socio-economica dell’Ente;
  2. l'organizzazione e la modalità di gestione dei servizi pubblici locali;
  3. la gestione delle risorse umane;
  4. i vincoli di finanza pubblica.

3. Il DUP si collega al documento degli indirizzi generali di governo approvato dal Consiglio, ai sensi dell’art. 42, comma 2, del D.Lgs. n. 267/2000 ed alla Relazione di inizio mandato.

4. Il Documento Unico di Programmazione ha carattere generale e costituisce la guida strategica ed operativa dell’ente.

5. Il DUP deve contenere le informazioni relative al piano triennale delle opere pubbliche, al piano di alienazione e valorizzazione di immobili e aree pubbliche, al piano di fabbisogno del personale, al piano degli acquisti di beni e servizi, al piano di razionalizzazione della spesa.

6. Il Documento unico di programmazione è predisposto dalla Giunta comunale che lo approva e lo presenta al Consiglio Comunale entro il 31 luglio dell’anno precedente.

7. Unitamente allo schema di delibera del bilancio di previsione finanziario, la Giunta presenta al Consiglio la nota di aggiornamento del Documento Unico di Programmazione.

Articolo 12 – Schema del bilancio di previsione

1. Il Consiglio comunale approva annualmente, entro il 31 dicembre dell’anno precedente, il bilancio di previsione finanziario riferito ad almeno un triennio, comprendente le previsioni di competenza e di cassa del primo esercizio del periodo considerato e le previsioni di competenza degli esercizi successivi.

2. Entro i sessanta giorni precedenti la data ultima prevista dalla normativa per l’approvazione, tutti i responsabili degli uffici e dei servizi identificati ai sensi del regolamento sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi fanno pervenire al responsabile del servizio finanziario: le proposte, gli obiettivi, i progetti e i programmi nonché le proposte di previsioni, di entrata e di spesa, relative al triennio successivo, concernenti i settori di rispettiva competenza.

3. Il responsabile del servizio finanziario, sentiti i responsabili di tutti i servizi, mette a disposizione dell’assessore preposto lo schema di bilancio già compilato fino alla colonna relativa alle previsioni dell’anno in corso, aggiornate di tutte le variazioni apportate e corredato degli allegati di cui al successivo art. 13, nonché le proposte relative al triennio successivo.

Articolo 13 – Predisposizione del bilancio di previsione

1. Lo schema di bilancio di previsione finanziario e il documento unico di programmazione sono predisposti dall'organo esecutivo e da questo presentati all'organo consiliare, unitamente agli allegati e alla relazione dell'organo di revisione, entro la data di approvazione ultima prevista dalla normativa vigente.

2. Il percorso di formazione del bilancio viene annualmente definito dalla Giunta, di concerto con il Segretario comunale ed il responsabile del servizio finanziario. Quest’ultimo analizza ed elabora le proposte dei responsabili dei servizi e le trasmette al Sindaco che con la Giunta ne individua le priorità, tenendo conto anche di quanto previsto nel DUP.

3. Il piano di lavoro di cui al comma precedente si compone delle seguenti fasi:

a. proposte da parte dei Responsabili dei servizi;

b. predisposizione di un primo schema da parte del servizio finanziario;

c. esame da parte della Giunta e predisposizione di eventuali modifiche;

d. approvazione dello schema di bilancio di previsione e dei relativi allegati da parte della Giunta Comunale, di norma entro il 15 novembre.

4. La proposta definitiva di bilancio, approvata dalla Giunta sulla base del percorso di cui al comma precedente, viene presentata al Revisore che deve fornire il parere sulla proposta di bilancio e sui documenti allegati entro 10 (dieci) giorni.

5. Almeno 20 (venti) giorni prima della data fissata per l’approvazione del bilancio, lo schema di bilancio, unitamente agli allegati, è messo a disposizione dei consiglieri comunali presso l’ufficio di Ragioneria del Comune; il responsabile del servizio finanziario comunica ai capigruppo consiliari l’avvenuto deposito.

6. Allo schema di bilancio sono allegati, oltre agli atti e documenti di cui all’art. 172, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, la relazione dell’organo di revisione e il parere del responsabile del servizio finanziario.

Articolo 14 - Bilancio di previsione - Presentazione di emendamenti

1. I consiglieri comunali hanno facoltà di presentare, entro 10 (dieci) giorni dal deposito di cui comma 5 del precedente art. 13, emendamenti allo schema di bilancio predisposto dalla Giunta comunale.

2. Gli emendamenti devono essere presentati in forma scritta e non possono determinare squilibri di bilancio.

3. Gli emendamenti sono consegnati all’ufficio segreteria del Comune, che li numera progressivamente e li trasmette ai Responsabili dei servizi interessati ed al responsabile del servizio finanziario per l’apposizione dei pareri di regolarità tecnico-amministrativa e contabile di cui all’art. 49 del TUEL. Sono altresì trasmessi al Revisore dei Conti per il parere preventivo, da esprimere entro il giorno precedente l'approvazione in Consiglio del bilancio. Tali pareri dovranno esprimersi in ordine all'ammissibilità o meno dell'emendamento il quale sarà definitivamente approvato in Consiglio nella stessa seduta di approvazione del bilancio.

4. Gli emendamenti sono dichiarati procedibili, al fine di essere posti in discussione ed in approvazione dal Consiglio, visti i pareri dei responsabili dei servizi interessati, a condizione che:

a. siano presentati nei termini previsti dal presente regolamento;

b. le variazioni contabili conservino il rispetto degli equilibri di bilancio e garantiscano il corretto utilizzo delle risorse finanziarie a destinazione vincolata.

5. Gli emendamenti comportanti modifiche alle dotazioni dello schema di bilancio devono essere corredati del parere dell’organo di revisione e del responsabile dei servizi finanziari.

6. Dell’avvenuto deposito di emendamenti al bilancio è data notizia ai consiglieri con l’avviso di convocazione.

Articolo 15 – Conoscenza dei contenuti del bilancio

1. I contenuti significativi e caratteristici del bilancio di previsione finanziario e dei suoi allegati sono posti a conoscenza dei cittadini e degli organismi di partecipazione mediante pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente entro 10 (dieci) giorni dall’esecutività della deliberazione consiliare che approva il bilancio.

Articolo 16 – Allegati al bilancio di previsione

1. Il bilancio di previsione finanziario, in aggiunta agli elaborati previsti dall’art. 172, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, dall'art. 11, comma 3, D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e da altre disposizioni di legge può essere dotato, per farne parte integrante, degli allegati che il responsabile dei servizi finanziari, di sua iniziativa o a richiesta dell’amministrazione, riterrà utili per una sua più chiara lettura.

Articolo 17 - Piano esecutivo di gestione

1. Entro 30 giorni dall’adozione della deliberazione consiliare di approvazione del bilancio di previsione finanziari, la Giunta comunale delibera il piano esecutivo di gestione riferito ai medesimi esercizi considerati nel bilancio, in applicazione dell’art. 169, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267. Il piano dettagliato degli obiettivi di cui all'art. 108, c. 1, D.Lgs. n. 267/2000 e il piano della performance di cui all'art. 10, D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150 sono unificati organicamente nel piano esecutivo di gestione.

2. Con la deliberazione di cui al comma precedente la Giunta comunale individua gli obiettivi della gestione e affida gli stessi, unitamente alle dotazioni necessarie, ai responsabili dei servizi, individuando:

a) gli obiettivi da raggiungere con il piano;

b) l’ammontare delle risorse che si prevede di conseguire e l’ammontare degli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi (gli interventi sono ulteriormente graduati in capitoli);

c) gli uffici e i servizi incaricati della realizzazione del piano;

d) i responsabili degli obiettivi;

e) gli indicatori presi a riferimento per la valutazione del grado di raggiungimento degli obiettivi assegnati;

3. La definizione dei centri di costo, i quali costituiscono un’ulteriore articolazione dei servizi di bilancio, rispetta la struttura organizzativa dell’ente, definita secondo le disposizioni del regolamento di organizzazione.

4. Il piano esecutivo di gestione è deliberato in coerenza con il bilancio di previsione finanziario e con il documento unico di programmazione. Al piano esecutivo di gestione è allegato il prospetto concernente la ripartizione delle tipologie in categorie e dei programmi in macro-aggregati, secondo lo schema di cui all'allegato n. 12 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Nel piano esecutivo di gestione le entrate sono articolate in titoli, tipologie, categorie, capitoli, ed eventualmente in articoli, secondo il rispettivo oggetto. Le spese sono articolate in missioni, programmi, titoli, macro-aggregati, capitoli ed eventualmente in articoli. I capitoli costituiscono le unità elementari ai fini della gestione e della rendicontazione, e sono raccordati al quarto livello del piano dei conti finanziario di cui all'art. 157, D.Lgs.n.267/2000.

Articolo 18 - Struttura del piano esecutivo di gestione

1. Il piano esecutivo di gestione è collegato:

a) sotto il profilo contabile, con il bilancio di previsione finanziario mediante l'articolazione delle tipologie di entrata in categorie, capitoli, ed eventualmente in articoli, e l'articolazione dei titoli di ciascun programma in macro-aggregati, capitoli ed eventualmente in articoli;

b) sotto il profilo organizzativo, con i centri di responsabilità individuati con riferimento alla struttura del Comune, per realizzare la migliore corrispondenza con la configurazione tecnica del bilancio e con l’assetto organizzativo del Comune;

c) sotto il profilo programmatico, con il documento unico di programmazione mediante la connessione e il raccordo delle strategie e degli obiettivi operativi in esse contenuti.

Articolo 19 - Verifica sullo stato di attuazione del piano esecutivo di gestione

1. I responsabili dei servizi verificano lo stato di accertamento e di impegno delle risorse e degli stanziamenti attribuiti dalla Giunta con il piano esecutivo di gestione, ai fini della ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi.

2. Il responsabile del servizio finanziario analizza e aggrega le informazioni ricevute dai responsabili dei servizi ai fini del controllo e della salvaguardia degli equilibri di bilancio e ne riferisce alla Giunta comunale.

TITOLO IV - GESTIONE DEL BILANCIO

Articolo 20 - Utilizzazione fondo di riserva

1. Le deliberazioni della Giunta comunale relative all’utilizzo del fondo di riserva sono comunicate al Consiglio comunale nella prima seduta convocata successivamente alla loro adozione.

Articolo 21 - Richiesta di modifica alle dotazioni e agli obiettivi assegnati

1. Se, a seguito di idonea valutazione, il responsabile del servizio ritiene necessaria una modifica della dotazione assegnata, la propone alla Giunta comunale. La proposta è fatta con apposita relazione che ne evidenzia le cause.

2. La proposta di modifica può anche essere riferita unicamente agli obiettivi gestionali senza prevedere la rimodulazione della dotazione finanziaria.

3. La Giunta comunale adotta, se la modifica non comporta anche variazioni di bilancio, i conseguenti provvedimenti.

4. Se la modifica della dotazione assegnata comporta anche variazioni di bilancio, queste ultime sono adottate nel rispetto delle norme di cui all’art. 42, comma 2, lett. b), e comma 4, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.

Articolo 22 - Variazioni di bilancio e al piano esecutivo di gestione

1. Il bilancio di previsione finanziario può subire variazioni di competenza e di cassa nel corso dell'esercizio sia in entrata che nella spesa, per ciascuno degli esercizi considerati nel bilancio di previsione.

2. Le variazioni sono di competenza dell'organo consiliare salvo quelle previste:

a. dall'art. 175 comma 5-bis del Tuel di competenza dell'organo esecutivo;

b. dall'art. 175 comma 5-quater del Tuel di competenza del Responsabile del servizio finanziario su proposta del Responsabile del servizio competente.

3. L'organo esecutivo può adottare, in via d'urgenza opportunamente motivata, delle variazioni di bilancio di competenza del Consiglio salvo ratifica, a pena di decadenza, da parte dell'organo consiliare entro i 60 giorni seguenti e comunque entro il 31 dicembre dell'anno in corso, se a tale data non sia scaduto il predetto termine.

4. Le richieste di variazione al bilancio di previsione devono essere trasmesse dai responsabili dei servizi al servizio finanziario e devono essere debitamente motivate, al fine di consentire alla Giunta comunale e/o al Consiglio comunale non solo una valutazione delle ragioni concrete che inducono ad operare le suddette variazioni, ma di conoscere anche in modo dettagliato i caratteri specifici dell'attività che si vorrebbe finanziare mediante il provvedimento di variazione di bilancio.

5. Le variazioni di bilancio derivanti dall’accertamento di nuove o maggiori entrate non collegate all’attività dei servizi, sono acquisite dal servizio finanziario dell’Ente che le destina secondo le necessità e le richieste pervenute, dando prioritaria copertura alle spese per servizi indispensabili i cui stanziamenti si sono dimostrati deficitari.

6. Tutte le variazioni di bilancio devono recare anche il parere favorevole del Revisore dei Conti.

Il parere dell’organo di revisione nelle ipotesi di cui all’art.42 del Tuel, di variazione d’urgenza adottata dall’organo esecutivo, è allegato alla deliberazione consiliare di ratifica del provvedimento giuntale.

7. Le variazioni al bilancio possono essere deliberate non oltre il 30 novembre di ciascun anno, fatte salve le variazioni di cui all'art. 175, comma 3, del D.Lgs.n.267/2000 che possono essere deliberate sino al 31 dicembre di ciascun anno.

8. Le variazioni al piano esecutivo di gestione possono essere deliberate non oltre il 15 dicembre di ciascun anno, fatte salve le variazioni di PEG correlate alle variazioni di cui all'art. 175, comma 3, del D.Lgs.n. 267/2000, che possono essere deliberate sino al 31 dicembre di ciascun anno.

9. Mediante la variazione di assestamento generale, deliberata dal Consiglio comunale entro il 31 luglio di ciascun anno, si attua la verifica generale di tutte le voci di entrata e di uscita, compreso il fondo di riserva e il fondo di cassa, al fine di assicurare il mantenimento del pareggio di bilancio.

La proposta di assestamento generale di bilancio è elaborata dal responsabile del servizio finanziario sulla base delle richieste formulate dai responsabili di servizio e dalle indicazioni del Sindaco e della Giunta.

Articolo 23 - Salvaguardia degli equilibri di bilancio

1. L'Ente rispetta durante la gestione e nelle variazioni di bilancio il pareggio finanziario e tutti gli equilibri e/o vincoli posti dalle norme vigenti.

2. Il Consiglio provvede con apposito atto deliberativo, entro il 31 luglio di ogni anno, a dare atto del permanere o meno degli equilibri generali di bilancio.

3. In caso di accertamento negativo, adotta contestualmente i provvedimenti necessari per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio, per il ripiano dell'eventuale disavanzo di amministrazione risultante dal rendiconto approvato e, qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo di amministrazione o di gestione, per squilibrio della gestione di competenza ovvero della gestione dei residui, adotta le misure necessarie a ripristinare il pareggio.

Articolo 24 – Riconoscimento debiti fuori bilancio

1. Con la deliberazione di cui al precedente articolo il Consiglio comunale riconosce la legittimità di eventuali debiti fuori bilancio ed adotta i provvedimenti necessari per la copertura degli stessi.

2. Al riconoscimento di legittimità di detti debiti il Consiglio può provvedere tutte le volte che se ne manifesta la necessità e comunque entro e non oltre il 31 dicembre di ciascun anno, relativamente ai debiti che si sono manifestati entro il 30 novembre dell’anno stesso. I debiti fuori bilancio che dovessero manifestarsi dopo il 30 novembre potranno essere riconosciuti nell’esercizio successivo entro tre mesi dalla data di esecutività del relativo bilancio.

3. Il pagamento dei debiti fuori bilancio può essere rateizzato in tre anni, compreso quello in corso, secondo un piano concordato con i creditori.

TITOLO V - GESTIONE DELLE ENTRATE

Articolo 25 - Accertamento delle entrate

1. La gestione delle risorse finanziarie di entrata spetta ai responsabili dei servizi nel rispetto delle competenze individuate nel piano esecutivo di gestione.

2. Nell’ambito di queste competenze, spetta ai responsabili dei servizi:

a) comunicare al servizio finanziario gli stanziamenti di entrata indicando i criteri adottati per formulare la previsione;

b) emettere gli atti amministrativi per l’accertamento e la riscossione dei corrispondenti crediti;

c) diramare tempestivamente gli inviti e le diffide di pagamento ai creditori morosi;

d) trasmettere al servizio competente in materia, nel caso di esito negativo del secondo invito al pagamento, la copia della documentazione necessaria per procedere alla riscossione coattiva;

e) verificare alla chiusura di ogni esercizio, i titoli giuridici che permettono la conservazione tra i residui attivi delle somme accertate e non riscosse.

3. La tenuta delle relative scritture contabili spetta al servizio finanziario.

4. L’accertamento dell’entrata si basa su idonea documentazione attraverso la quale il competente responsabile del servizio verifica la ragione del credito, la sussistenza di idoneo titolo giuridico che supporta il diritto di credito, il soggetto debitore, l’ammontare del credito scaduto o che viene a scadere, la relativa scadenza nell’anno o negli anni successivi.

5. L’accertamento dell’entrata deve rispettare i principi della competenza finanziaria, in base al quale il diritto di credito deve essere liquido, certo ed esigibile, e della prudenza. Non può darsi luogo all’accertamento qualora manchi anche uno solo degli elementi di cui al precedente comma 4.

6. I responsabili devono attivarsi affinché le previsioni di entrata si traducano in disponibilità finanziarie certe ed esigibili, sulla base degli indirizzi e delle direttive degli organi di governo dell’ente.

7. Ove non diversamente disposto, il responsabile del procedimento con il quale viene accertata l’entrata è individuato nel responsabile preposto al centro di responsabilità al quale l’entrata stessa è affidata con il piano esecutivo di gestione.

8. Il responsabile di cui al comma precedente formula le proposte deliberative di carattere generale o specifico da sottoporre agli organi di competenza, stipula i contratti e adotta gli atti e i provvedimenti amministrativi di propria competenza, attiva le procedure per l’accertamento e la riscossione ordinaria delle entrate.

9. L’accertamento si compie:

a) per le entrate tributarie, a seguito di emissione di ruoli, liste di carico relative a ingiunzioni o provvedimenti di accertamento, a seguito degli introiti effettivi o a seguito di altre forme stabilite per legge;

b) per le entrate derivanti dalla gestione del patrimonio e provenienti dalla gestione di servizi a carattere produttivo e di quelli connessi a tariffe o contribuzioni dell'utenza, a seguito di acquisizione diretta, di emissione di liste di carico o di ruoli o di specifici atti amministrativi;

c) per le entrate relative a partite compensate delle spese, in corrispondenza dell'assunzione del relativo impegno di spesa;

d) per le altre entrate, anche di natura eventuale o variabile, mediante contratti, provvedimenti giudiziari o atti amministrativi specifici e acquisizione diretta.

10. Il responsabile del procedimento di entrata comunica entro 10 (dieci) giorni al servizio finanziario, ai fini della registrazione dell’operazione nelle scritture contabili, l’accertamento delle entrate, unitamente a idonea documentazione prevista dall’art. 179, TUEL, disposto a seguito di:

a) adozione del relativo atto deliberativo, autorizzativo, concessorio, accertativo emesso dall’ente che legittima il credito;

b) avvenuta formazione del ruolo o delle liste di carico emesse;

c) avvenuta conoscenza della comunicazione, atto amministrativo o norma di legge;

d) stipula dei contratti, anche di mutuo;

e) ogni altra documentazione idonea a costituire l’ente quale creditore.

11. Il responsabile del servizio finanziario, acquisiti gli atti di accertamento di cui al comma precedente:

a) effettua il riscontro di tipo contabile e fiscale;

b) provvede all’annotazione nelle scritture contabili del relativo accertamento;

c) rende il parere di regolarità contabile sulle proposte di deliberazioni che prevedono una minore entrata a carico del bilancio comunale.

Articolo 26 - Emissione degli ordinativi di incasso

1. Tutte le entrate sono riscosse dal Tesoriere dell’ente in corrispondenza di ordinativi di incasso.

2. La redazione dell’ordinativo d’incasso è effettuata su supporto informatico.

3. La firma degli ordinativi di incasso è effettuata con modalità digitale.

4. L’ordinativo di incasso è sottoscritto dal responsabile del servizio finanziario o, in caso di sua assenza e/o impedimento dal Segretario comunale, o da altro dipendente individuato dal responsabile stesso nell’ambito delle unità operative del servizio finanziario.

5. Il servizio finanziario provvede alle operazioni di contabilizzazione e di trasmissione al tesoriere della distinta contenente:

a) l’elenco dettagliato degli ordinativi trasmessi;

b) il totale della distinta stessa e delle precedenti.

6. La trasmissione della stessa al tesoriere avviene con modalità informatica.

7. La distinta firmata dal responsabile del servizio è sottoscritta con modalità digitale.

8. Le disponibilità dei conti correnti postali, intestati al tesoriere del comune, riguardanti i proventi di servizi e attività comunali, ove attivati, sono versati in tesoreria con una cadenza temporale non superiore a 30 (trenta) giorni.

9. I versamenti effettuati a mezzo moneta elettronica confluiscono presso l'istituto di credito che gestisce la tesoreria comunale. La giacenza confluisce tra i fondi incassati e in conto sospesi. Il responsabile dell'entrata incassata è tenuto a trasmettere al responsabile del servizio finanziario le informazioni necessarie per la contabilizzazione dell'avvenuto introito e per l'emissione degli ordinativi di incasso entro il 31 dicembre.

10. Gli ordinativi d’incasso, da emettere distintamente sulla gestione della competenza e dei residui, contengono tutti gli elementi previsti dall’art. 180, comma 3, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.

11. La regolarizzazione, mediante emissione di ordinativi di incasso, delle somme riscosse dal tesoriere ai sensi dell’art. 180, comma 4, del D.Lgs. n. 267/2000, avviene nel termine di 30 (trenta) giorni dalle comunicazioni del tesoriere stesso.

Articolo 27 - Incaricati interni della riscossione - Versamento delle somme riscosse

1. L’economo e gli altri agenti contabili di cui al successivo articolo 64 effettuano il versamento delle somme riscosse alla tesoreria comunale entro 30 (trenta) giorni dalla data di riscossione.

2. L’incaricato al servizio di cassa annota giornalmente le riscossioni effettuate in un registro di cassa o dei corrispettivi.

3. L’economo e gli altri agenti contabili emettono quietanza delle somme riscosse secondo la natura dell’entrata.

Articolo 28 - Vigilanza sulla gestione delle entrate

1. Il Segretario comunale, il responsabile del servizio finanziario e i responsabili dei servizi, secondo le rispettive attribuzioni e competenze, curano, sotto la loro personale responsabilità, che l’accertamento, la riscossione ed il versamento delle entrate trovino puntuale riscontro operativo e gestionale, redigendo apposita relazione per riferire al Sindaco, al collegio dei revisori e all’ufficio controllo di gestione se istituito, qualora rilevino fatti o eventi che possano arrecare pregiudizio al buon andamento dell’amministrazione e al risultato finale della gestione. Con la stessa relazione sono proposti i provvedimenti da adottare per rimuovere le irregolarità.

2. Al fine di attuare il principio del coinvolgimento attivo dei responsabili dei servizi nel controllo sugli equilibri finanziari, i responsabili curano la gestione delle entrate fino alla fase della riscossione, affidando tempestivamente le partite non riscosse al soggetto incaricato della riscossione per l’avvio delle procedure di recupero coattivo. I responsabili verificano l’andamento delle procedure di recupero coattivo delle partite da loro affidate al soggetto incaricato della riscossione e, nel caso di richiesta di discarico delle partite per inesigibilità, verificano le procedure poste in essere dal riscossore prima di autorizzare il discarico.

TITOLO VI - GESTIONE DELLE SPESE

Articolo 29 - Assunzione degli atti di impegno

1. La gestione delle risorse finanziarie di spesa spetta ai responsabili dei servizi, nel rispetto delle competenze individuate nel piano operativo degli obiettivi e delle risorse assegnate.

2. Nell’ambito di queste competenze, spetta ai responsabili dei servizi:

a) comunicare al servizio finanziario gli stanziamenti di spesa indicando i criteri adottati per formulare la previsione;

b) emettere gli atti amministrativi per l’impegno ed il pagamento dei corrispondenti debiti;

c) procedere alla liquidazione delle fatture e dei documenti che autorizzano il pagamento emettendo i corrispondenti atti di liquidazione;

d) verificare alla chiusura di ogni esercizio, i titoli giuridici che permettono la conservazione tra i residui passivi delle somme impegnate e non pagate.

3. La tenuta delle scritture contabili spetta al servizio finanziario.

4. A norma del combinato disposto degli artt. 107, 109 e 183, comma 9, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, i responsabili dei servizi assumono, con proprio atto, determinazioni di impegno di spesa ai sensi dell'art. 183, D.Lgs. 267/2000.

5. Le spese di cui all'art. 183, comma 2, del D.Lgs.n.267/2000 sono impegnate con l'approvazione del bilancio e successive variazioni (impegni automatici). All'impegno contabile provvede d'ufficio il responsabile del servizio finanziario, previa determinazione dell'importo da parte del competente responsabile del procedimento di spesa.

6. Gli atti che dispongono impegni di spesa individuano:

a) il soggetto creditore;

b) l'ammontare della spesa;

c) la ragione della spesa;

d) il riferimento al pertinente stanziamento previsto nel piano esecutivo di gestione;

e) la scadenza dell'obbligazione;

f) la prenotazione di spesa se esistente.

7. Gli impegni di spesa sono assunti nei limiti dei rispettivi stanziamenti di competenza del bilancio di previsione, con imputazione agli esercizi in cui le obbligazioni passive sono esigibili. Non possono essere assunte obbligazioni che danno luogo ad impegni di spesa corrente:

a) sugli esercizi successivi a quello in corso, a meno che non siano connesse a contratti o convenzioni pluriennali o siano necessarie per garantire la continuità dei servizi connessi con le funzioni fondamentali, fatta salva la costante verifica del mantenimento degli equilibri di bilancio, anche con riferimento agli esercizi successivi al primo;

b) sugli esercizi non considerati nel bilancio, a meno delle spese derivanti da contratti di somministrazione, di locazione, relative a prestazioni periodiche o continuative di servizi di cui all'articolo 1677 del codice civile, delle spese correnti correlate a finanziamenti comunitari e delle rate di ammortamento dei prestiti, inclusa la quota capitale.

8. Gli atti che prevedono impegno di spesa sono trasmessi non appena sottoscritti al servizio finanziario e diventano esecutivi dopo l'apposizione del visto di regolarità contabile, attestante la copertura finanziaria, da parte del responsabile del servizio finanziario.

9. Il responsabile del servizio finanziario appone il visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria prescritto dall’art. 183, comma 7, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267. Nel caso di riscontrata irregolarità contabile e/o di mancanza di copertura finanziaria, restituisce la determinazione, motivando la mancata apposizione del visto.

10. Il contenuto del parere di regolarità contabile riguarda unicamente il corretto accertamento dell’entrata e l’imputazione della spesa esulando dall’attività richiesta al servizio finanziario qualunque accertamento sulla legittimità della spesa e sulla attinenza o meno della stessa ai fini istituzionali dell’Ente. Il responsabile che emette l’atto di impegno deve farsi carico della verifica di legittimità.

11. Le spese sostenute in violazione degli obblighi suddetti non generano oneri a carico del bilancio comunale ma, in tal caso, il rapporto obbligatorio intercorre tra il soggetto creditore e l'amministratore o responsabile del servizio o dipendente che ha consentito la fornitura o la prestazione.

Articolo 30 - Ordinazione della spesa e registro delle fatture

1. Acquisito il visto di cui al precedente articolo, il funzionario responsabile della spesa comunica al terzo interessato, ai sensi dell'art. 191, comma 1, del D.Lgs. 267/2000:

a) numero, oggetto, data e importo della determinazione di impegno di spesa;

b) il riferimento al settore o all’ufficio comunale a cui è diretto il documento fiscale;

c) codici CIG e CUP;

d) il codice univoco, per la successiva fatturazione;

e) eventuale applicazione di commissioni su bonifici;

f) termini di pagamento concordati, decorrenti dalla data di ricevimento al protocollo della fattura;

2. Nella comunicazione di cui al comma precedente il funzionario responsabile della spesa è tenuto a specificare al fornitore/prestatore che:

a) i termini di pagamento si sospenderanno per il tempo eventualmente necessario all’acquisizione del DURC e della regolarità disposta dall’art.48-bis, D.P.R. 602/73;

b) nel documento fiscale dovrà essere indicato il “conto corrente dedicato” nonché la partita IVA e il codice fiscale.

3. Nel registro unico delle fatture sono annotate le fatture o le richieste equivalenti di pagamento per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali.

4. Nel registro delle fatture e degli altri documenti contabili equivalenti è annotato:

a) il codice progressivo di registrazione;

b) il numero di protocollo di entrata;

c) il numero della fattura o del documento contabile equivalente;

d) la data di emissione della fattura o del documento contabile equivalente;

e) il nome del creditore e il relativo codice fiscale;

f) l'oggetto della fornitura;

g) l'importo totale, al lordo di IVA e di eventuali altri oneri e spese indicati;

h) la scadenza della fattura;

 i) gli estremi dell'impegno indicato nella fattura o nel documento contabile equivalente oppure il capitolo e il piano gestionale, o analoghe unità gestionali del bilancio sul quale sarà effettuato il pagamento;

j) se la spesa è rilevante o meno ai fini IVA;

k) il Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di esclusione dall'obbligo di tracciabilità;

l) il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove ulteriormente previsto;

m) qualsiasi altra informazione che si ritenga necessaria.

Articolo 31 - Visto di compatibilità monetaria

1. Ciascun funzionario responsabile di spesa è obbligato a fornire al responsabile del servizio finanziario un piano finanziario dei pagamenti in conto capitale da sostenersi nel successivo triennio in relazione agli impegni assunti, o da assumere, sui capitoli di bilancio di propria competenza.

2. In forza delle previsioni di bilancio e del piano finanziario dei pagamenti trasmessi, il responsabile del servizio finanziario elabora il prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa degli aggregati rilevanti ai fini del pareggio di bilancio da allegare al bilancio di previsione.

3. Il responsabile della spesa che adotta provvedimenti che comportano impegni di spesa ha l'obbligo di accertare preventivamente che il programma dei conseguenti pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di cassa e con le regole del pareggio di bilancio; la violazione dell'obbligo di accertamento di cui al presente comma comporta responsabilità disciplinare e amministrativa. Qualora lo stanziamento di cassa, per ragioni sopravvenute, non consenta di far fronte all'obbligo contrattuale, l'amministrazione adotta le opportune iniziative, anche di tipo contabile, amministrativo o contrattuale, per evitare la formazione di debiti pregressi.

Articolo 32 - Liquidazione delle spese

1. La liquidazione della spesa è la fase gestionale che impone la verifica della completezza della documentazione prodotta e dell’idoneità della stessa a comprovare il diritto del creditore.

2. La liquidazione consiste nella verifica, da parte del responsabile del servizio o suo incaricato che ha ordinato la spesa, che la fornitura, il lavoro o la prestazione siano stati eseguiti e che siano state rispettate le condizioni contrattuali ed i requisiti merceologici e tipologici che furono concordati e esplicitati negli ordini o comunque in sede di impegno di spesa. Include l'identificazione del competente impegno di spesa.

3. L’atto di liquidazione è emesso dal responsabile del servizio che ha dato esecuzione al provvedimento di spesa e assunto il relativo impegno e deve essere corredato da tutta la documentazione atta a comprovare il diritto acquisito dal creditore. Nel caso in cui il responsabile del procedimento di spesa riscontri elementi o circostanze che impediscono la liquidazione della fattura ed il pagamento delle relative somme è tenuto a dare formale comunicazione al creditore, indicandone i motivi, provvedendo contestualmente, ed entro i termini consentiti dalle norme vigenti, al rifiuto del documento fiscale emesso e trasmesso all’ente.

4. L’atto di liquidazione è trasmesso al servizio finanziario, di norma almeno 15 (quindici) giorni prima della scadenza stabilita o convenuta per il pagamento;

5. L’atto di liquidazione trasmesso al servizio finanziario deve contenere tutte le informazioni necessarie a garantire la tracciabilità dei flussi finanziari (CIG, CUP, conto dedicato, strumenti di pagamento tracciabili). Eventuali casi di esclusione dagli obblighi previsti dall’art. 3 della Legge n. 136/2010 dovranno essere espressamente e motivatamente indicati nell’atto medesimo mediante l’inserimento di apposita dicitura.

6. Qualora il visto di controllo e di riscontro del responsabile del servizio finanziario non possa essere apposto, per qualsiasi ragione, l’atto di liquidazione è oggetto di approfondimento tra il servizio finanziario e il servizio proponente ai fini della definizione di idonee soluzioni. Nel caso non risulti possibile conseguire tale esito, l’atto di liquidazione sarà restituito, con motivata relazione, dal servizio finanziario al servizio di provenienza.

7. Fermo restando l’obbligo di contestazione motivata in ordine alla costituzione dell’obbligazione tra il fornitore e l’amministratore, il funzionario o il dipendente che hanno consentito la fornitura irregolare, agli effetti dell’art. 191, comma 4, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, le fatture ricevute che non trovino riscontro in regolari atti di impegno o in contratti in precedenza approvati nelle forme di rito, dopo la loro immediata registrazione, trattenendone una fotocopia, sono restituite al fornitore, a cura del responsabile della liquidazione, eccependo il difetto del titolo costitutivo, in capo all’ente, della pretesa sottostante obbligazione. Tale comunicazione è inviata, per conoscenza, al revisore, al responsabile del servizio finanziario e al segretario comunale. La contestazione della fattura o del titolo di spesa, se giustificata, comporta la sospensione del termine per la decorrenza degli interessi moratori di cui all’art. 4 del D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231.

8. Alla liquidazione di spese fisse: stipendi, compensi e indennità fisse al personale dipendente, indennità di carica agli amministratori e consiglieri comunali, canoni di locazione e spese previste da contratti regolarmente approvati, premi assicurativi, rate di ammortamento di mutui passivi, provvedono direttamente i responsabili dei servizi competenti mediante note o elenchi nominativi da comunicare, debitamente sottoscritti, al responsabile del servizio finanziario non oltre il quinto giorno precedente la scadenza.

9. Quando la liquidazione è relativa all’acquisto di beni durevoli o comunque soggetti a essere inventariati, sull’originale del titolo sono trascritti gli estremi di registrazione nei corrispondenti registri di inventario.

Articolo 33 - Pagamento delle spese - Modalità di pagamento

1. L’unità organizzativa del servizio finanziario emette il mandato di pagamento in tempi tali da garantire il rispetto dei termini pattuiti per i pagamenti stessi, fatta salva l’esigenza di acquisire documentazione integrativa a seguito di riscontri di regolarità.

2. I mandati di pagamento possono essere estinti:

a) con rilascio di quietanza da parte dei creditori o loro procuratori, rappresentanti, tutori, curatori ed eredi. Tali pagamenti sono disposti sulla scorta di atti comprovanti lo status del quietanzante;

b) con compensazione totale o parziale, da eseguirsi con ordinativi da emettersi a carico dei beneficiari dei titoli stessi o del Comune medesimo quale movimento interno, per ritenute a qualsiasi titolo da effettuarsi sui pagamenti;

c) con versamento su conto corrente bancario o postale intestati ai beneficiari, previa richiesta scritta degli stessi; 

d) con commutazione a richiesta del creditore, in assegno circolare non trasferibile da emettersi a favore del richiedente;

e) mediante utilizzo di sistemi elettronici interbancari, R.I.D. (Rapporto Interbancario Diretto), ove non sia possibile modalità alternativa.

3. Il pagamento di qualsiasi spesa deve comunque avvenire esclusivamente tramite il Tesoriere. È ammesso il pagamento diretto attraverso il servizio di cassa economale solo per i casi previsti dal regolamento.

4. La redazione dell’ordinativo di pagamento è effettuata su supporto informatico.

5. Il servizio finanziario provvede alle operazioni di contabilizzazione e di trasmissione al Tesoriere dei mandati di pagamento sulla base di apposita distinta contenente:

a) l’elenco dettagliato dei mandati emessi;

b) totale della distinta stessa e delle precedenti.

6. Gli ordinativi e le distinte di cui ai commi precedenti sono sottoscritti dal responsabile del servizio finanziario o, in caso di sua assenza e/o impedimento dal Segretario comunale, o da un suo sostituto appositamente individuato e sono sottoscritti con firma digitale. La trasmissione avviene con modalità telematica.

7. I mandati di pagamento, da emettere distintamente sulla gestione della competenza e dei residui contengono tutti gli elementi previsti dall’art. 185, comma 2, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.

8. I mandati relativi ai pagamenti di spese ricorrenti a scadenza determinata per i quali il tesoriere è comunque tenuto a provvedere per disposizioni di legge, accordi contrattuali o norme speciali, sono regolarizzati, a cura del servizio finanziario, entro i termini stabiliti nella convenzione per il servizio di tesoreria.

9. Il tesoriere è tenuto ad effettuare, anche in assenza di ordinazione della spesa, pagamenti derivanti da obblighi tributari, da somme iscritte a ruolo, da delegazioni e di ogni altra somma previa disposizione scritta da parte del responsabile del servizio finanziario. Il servizio finanziario, entro il termine stabilito nella convenzione per il servizio di tesoreria, provvede a emettere il mandato di regolarizzazione dandone comunicazione al servizio competente.

TITOLO VII - RENDICONTAZIONE

Art. 34 - Conti degli agenti contabili

1. L'economo, i consegnatari dei beni ed ogni agente contabile interno o esterno devono rendere il conto della propria gestione entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento.

2. L'elenco degli agenti contabili a denaro e a materia è allegato al rendiconto dell'ente e indica per ognuno il provvedimento di legittimazione del contabile alla gestione.

3. Il responsabile del servizio finanziario provvede, con apposita determinazione, alla parificazione dei conti resi dagli agenti contabili e dei relativi allegati con le scritture contabili del Comune;

Art. 35 - Responsabilità e controlli

1. Gli agenti contabili sono personalmente responsabili delle somme ricevute in consegna fino a quando non ne abbiano ottenuto legale discarico.

2. Essi sono soggetti agli obblighi imposti ai depositari dalle leggi civili e sono personalmente responsabili della regolarità dei pagamenti.

3. Le verifiche della cassa economale possono essere effettuate in qualsiasi momento per iniziativa del responsabile del servizio finanziario, del Revisore dei Conti o in base a disposizioni del Sindaco e del Segretario Comunale.

4. Entro il 31 gennaio di ogni anno gli agenti contabili rendono il conto della propria gestione dell’Ente ai sensi dell’art. 233 del D. Lgs.n.267/2000.

Art. 36 - Resa del conto del tesoriere

1. Il Tesoriere ha l'obbligo di rendere il conto della propria gestione di cassa, per dare dimostrazione e giustificazione del suo operato.

2. Il conto del Tesoriere indica il fondo di cassa all'inizio dell'anno finanziario, le entrate riscosse, le spese pagate ed il fondo di cassa alla fine dell'anno.

3. Al conto, debitamente sottoscritto dal Tesoriere, è allegata la seguente documentazione:

a) allegati di svolgimento per ogni singola risorsa di entrata, per ogni singolo intervento di spesa e per ogni capitolo di entrata e di spesa per i servizi per conto di terzi;

b) ordinativi di riscossione e di pagamento;

c) quietanze originali rilasciate a fronte degli ordinativi di riscossione e di pagamento o, in sostituzione, i documenti meccanografici contenenti gli estremi delle medesime;

d) eventuali altri documenti richiesti dalla Corte dei Conti.

4. Nel caso siano utilizzate tecnologie informatiche la documentazione potrà essere trasmessa in forma digitale.

Art. 37 – Riaccertamento residui attivi e passivi

1. L’operazione di riaccertamento dei residui attivi e passivi da iscrivere nel conto del bilancio è tesa alla verifica del permanere dei requisiti essenziali dell’accertamento delle entrate e dell’impegno delle spese e in particolare:

a) il titolo giuridico;

b) la ragione del debito o del credito;

c) il soggetto creditore/debitore;

d) la somma da pagare o da riscuotere;

e) la relativa scadenza.

2. Spetta a ciascun responsabile del servizio, per le entrate e le spese di rispettiva competenza, effettuare le operazioni di riaccertamento dei residui attivi e passivi da mantenere nel conto del bilancio.

3. A tal fine il responsabile del servizio finanziario trasmette ai responsabili dei servizi l’elenco degli accertamenti di entrata ancora da riscuotere e degli impegni di spesa ancora da pagare derivanti dalla gestione di competenza e dalla gestione dei residui.

4. I responsabili dei servizi controllano gli elenchi e verificano le ragioni del mantenimento, in tutto o in parte, nel conto del bilancio, dei residui attivi e passivi, sulla base di idonei titoli giuridici e degli atti che individuano l’ente locale quale creditore o debitore delle relative somme. Al termine della verifica i responsabili indicheranno:

a) i residui attivi confermati per un importo uguale, maggiore o inferiore a quello previsto;

b) i residui attivi da eliminare per inesigibilità, dubbia esigibilità o insussistenza;

c) i residui passivi mantenuti per un importo uguale o inferiore a quello previsto;

d) i residui passivi da eliminare per insussistenza o prescrizione.

5. I residui attivi di dubbia esigibilità possono essere stralciati dal conto del bilancio, trattandoli alla stregua dei residui attivi inesigibili, oppure possono essere mantenuti nel conto del bilancio, accantonando però il relativo fondo svalutazione crediti in detrazione.

6. I residui attivi e passivi possono essere eliminati in quanto:

a) crediti riconosciuti assolutamente inesigibili;

b) crediti riconosciuti insussistenti, per l’avvenuta legale estinzione o per indebito o erroneo accertamento del credito;

c) debiti insussistenti o prescritti;

d) crediti e debiti non imputati correttamente in bilancio a seguito di errori materiali o di revisione della classificazione del bilancio, per i quali è necessario procedere ad una loro riclassificazione;

e) crediti e debiti imputati all’esercizio di riferimento che risultano non di competenza finanziaria di tale esercizio, per i quali è necessario procedere alla reimputazione contabile all’esercizio in cui il credito o il debito è esigibile;

f) crediti provenienti da esercizi precedenti da eliminare per essere reimputati all’esercizio in cui il credito è esigibile mediante la destinazione al fondo pluriennale vincolato.

7. Il responsabile di servizio deve motivare adeguatamente il riconoscimento formale dell’assoluta inesigibilità o insussistenza dei crediti attraverso l’analitica descrizione delle procedure seguite per la realizzazione dei crediti prima della loro eliminazione totale o parziale, o indicando le ragioni che hanno condotto alla maturazione della prescrizione, rimanendo fermo l’obbligo di attivare ogni possibile azione finalizzata ad adottare le soluzioni organizzative necessarie per evitare il ripetersi delle suddette fattispecie.

8. Il responsabile di servizio deve motivare adeguatamente il riconoscimento formale dell’assoluta insussistenza dei debiti.

9. Sulla base della verifica effettuata da ciascun responsabile il servizio finanziario, mediante formale provvedimento di carattere ricognitorio da sottoporre alla successiva approvazione da parte della Giunta comunale e da allegare al rendiconto, approva:

a) l’elenco dei residui attivi e passivi da iscrivere nel conto del bilancio;

b) l’elenco dei residui attivi e passivi da stralciare dal conto del bilancio, indicandone i relativi motivi.

10. È vietato il mantenimento nel conto del bilancio dei residui attivi e passivi che non possiedono gli elementi costitutivi dell’accertamento e dell’impegno.

Art. 38 - Residui attivi

1. Le entrate accertate e non riscosse entro il 31 dicembre dell’anno stesso costituiscono residui attivi e sono ricomprese nella voce crediti del conto patrimoniale.

2. Possono essere mantenute tra i residui attivi dell'esercizio esclusivamente le entrate accertate, a seguito di revisione annuale in sede di conto del bilancio, per le quali esiste un titolo giuridico che costituisca il Comune creditore della correlativa entrata.

3. Tutte le somme iscritte tra le entrate di competenza del bilancio e non accertate entro il termine dell'esercizio, costituiscono minori accertamenti rispetto alle previsioni ed a tale titolo concorrono a determinare il risultato finale della gestione.

4. L'eliminazione totale o parziale dei residui attivi, riconosciuti in tutto od in parte insussistenti o inesigibili, è possibile solo dopo che siano stati esperiti tutti gli atti necessari per ottenere la riscossione ed è disposta dal responsabile del servizio cui compete la realizzazione dell’entrata stessa. Lo stesso dovrà fornire adeguata motivazione delle cause all’origine dell’eliminazione del credito.

Art. 39 - Residui passivi

1. Le spese impegnate nel corso dell'esercizio e divenute esigibili ma non pagate entro il 31 dicembre dell'anno stesso costituiscono residui passivi e sono ricomprese nella voce debiti del passivo del conto del patrimonio.

2. Le somme suddette sono conservate nell’elenco dei residui sino al loro pagamento ovvero sino alla sopravvenuta insussistenza o prescrizione.

3. I residui passivi non possono essere utilizzati per scopi diversi da quelli per i quali hanno tratto origine.

4. Possono essere mantenuti fra i residui passivi dell'esercizio esclusivamente le partite a debito che hanno formato oggetto di revisione annuale in sede di riaccertamento.

5. L’eliminazione, totale o parziale, dei residui passivi riconosciuti insussistenti o inesigibili è disposta dal responsabile del servizio cui compete la realizzazione della spesa.

6. Costituiscono economie le minori spese sostenute rispetto all'impegno assunto e verificate con la conclusione della fase di liquidazione.

Art. 40 - I risultati della gestione

1. La dimostrazione dei risultati di gestione è effettuata con il rendiconto, il quale comprende il conto del bilancio, il conto economico ed il conto del patrimonio.

2. Sulla base dei dati contabili finali della gestione, e delle operazioni di riaccertamento dei residui attivi e passivi, il servizio finanziario presenta alla Giunta lo schema del rendiconto della gestione e degli allegati previsti dalla legge.

Art. 41 - Formazione e approvazione del rendiconto

1. Il rendiconto è deliberato dall'organo consiliare entro il 30 aprile dell'anno successivo.

2. Almeno 20 (venti) giorni prima della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto sono posti a disposizione dei consiglieri, anche in modalità informatica, sia la proposta di deliberazione di approvazione dello schema di rendiconto che la relazione al rendiconto di cui all’art.231 del Tuel, approvata dalla Giunta comunale;

3. il Responsabile del servizio finanziario comunica al Revisore dei Conti e ai capigruppo consiliari l’avvenuto deposito.

4. L'organo di revisione rimette il proprio parere entro 10 (dieci) giorni dalla comunicazione di cui al comma precedente.

Art. 42 - Avanzo o disavanzo di amministrazione

1. Il risultato finale della gestione finanziaria, accertato con l'approvazione del rendiconto, esprime il saldo contabile di amministrazione ed è pari al fondo di cassa aumentato dei residui attivi e diminuito dei residui passivi e del valore del fondo pluriennale vincolato iscritto in spesa.

2. L'eventuale disavanzo di amministrazione deve essere applicato al bilancio di previsione nei modi e nei termini previsti dal Tuel.

3. L'avanzo di amministrazione è distinto in fondi liberi, fondi vincolati, fondi destinati agli investimenti e fondi accantonati e può essere applicato al bilancio nelle modalità previste dal Tuel.

 

Art. 43 - Conto del bilancio

1. La rilevazione dei risultati finali della gestione finanziaria del bilancio annuale è dimostrata dal conto del bilancio che, distintamente per il conto dei residui e per quello di competenza, deve evidenziare in sintesi:

a) per ciascuna risorsa dell’entrata, o capitolo dei servizi per conto di terzi, le somme accertate con distinta registrazione delle somme riscosse e di quelle rimaste da riscuotere alla fine dell’esercizio;

b) per ciascun intervento della spesa, o capitolo dei servizi per conto di terzi, le somme impegnate con distinta registrazione delle somme pagate e di quelle rimaste da pagare alla fine dell’esercizio;

c) il risultato finale riepilogativo della gestione di competenza, di cassa e della situazione finanziaria.

2. Il conto del bilancio, inoltre, deve comprendere i quadri riassuntivi delle entrate e delle spese ed i riepiloghi della classificazione economico-funzionale degli impegni delle spese correnti e, distintamente, di quelle in conto capitale.

Art. 44 - Conto economico

1. Nel conto economico sono contenuti i risultati economici, in particolare sono evidenziati i componenti positivi e negativi della gestione di competenza economica dell'esercizio rilevati dalla contabilità economico-patrimoniale e nel rispetto dei principi applicati della contabilità economico-patrimoniale. Il conto economico rileva il risultato economico dell'esercizio.

2. Il conto economico accoglie costi e proventi rilevati nel corso dell'esercizio nonché scritture rettificative ed integrative di fine esercizio.

Art. 45 - Stato patrimoniale

1. Nello Stato patrimoniale sono contenuti i risultati della gestione patrimoniale e la consistenza del patrimonio al termine dell'esercizio. Il patrimonio è costituito dal complesso dei beni e dei rapporti giuridici, attivi e passivi, di pertinenza di ciascun ente. Attraverso la rappresentazione contabile del patrimonio è determinata la consistenza netta della dotazione patrimoniale.

Articolo 46 – Bilancio consolidato

1. Ai sensi dell’art. 233-bis del Tuel l’ente predispone il bilancio consolidato di gruppo con i propri enti ed organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate, secondo le modalità ed i criteri individuati nel principio applicato del bilancio consolidato di cui all’allegato n. 4/4 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni.

2. Il bilancio consolidato è costituito dal conto economico consolidato, dallo stato patrimoniale consolidato, dalla relazione sulla gestione consolidata (comprendente la nota integrativa), dalla relazione del Revisore dei conti.

3. La Giunta con propria deliberazione provvede ad individuare, in sede di approvazione del bilancio di previsione, gli enti, le aziende e le società componenti il gruppo di amministrazione pubblica (Gap).

4. Entro il 31 luglio di ciascun anno, sulla base delle istruzioni ricevute dall’ente e del principio contabile applicato concernente il bilancio consolidato (all. 4/4 del D.Lgs.n.118/2011 e successive modificazioni) i componenti del gruppo trasmettono la documentazione necessaria al bilancio consolidato alla capogruppo. Successivamente, sulla base della atti prodotti, il responsabile del servizio finanziario provvede ad elaborare lo schema di bilancio consolidato, da sottoporre alla successiva approvazione del Consiglio comunale.

5. Il consolidato è deliberato dall’organo consiliare dell’ente entro il 30 settembre, tenuto motivatamente conto della relazione dell’organo di revisione.

Art. 47 - Contabilità economico-patrimoniale e bilancio consolidato Rinvio

1. Il comune, qualora ne ricorrano le condizioni previste dalla normativa vigente, potrà avvalersi della facoltà di non tenere la contabilità economico-patrimoniale. In tal caso sarà tenuto unicamente ad allegare al rendiconto una situazione patrimoniale semplificata al 31 dicembre dell’anno precedente, secondo il modello approvato con decreto ministeriale.

2. La stessa facoltà potrà essere esercitata al fine di non predisporre il Bilancio consolidato.

TITOLO VIII - STATO PATRIMONIALE – INVENTARI

Articolo 48 – Patrimonio del Comune

1. Il Comune ha un proprio demanio e un proprio patrimonio, che deve essere gestito in conformità alla legge, allo Statuto ed alle disposizioni del presente regolamento.

2. Il patrimonio è costituito dal complesso dei beni, immobili, mobili e immateriali, e dei rapporti giuridici, attivi e passivi di pertinenza, suscettibili di valutazione.

3. I beni immobili si distinguono in:

a) beni demaniali;

b) beni patrimoniali indisponibili;

c) beni patrimoniali disponibili.

4. Sono beni demaniali quelli che appartengono all'amministrazione a titolo pubblicistico come indicati negli artt. 822 e 824 del Codice civile e da altre leggi speciali.

5. Sono beni patrimoniali indisponibili quelli destinati allo svolgimento dei fini istituzionali dell'ente come specificati al secondo e terzo comma dell'art.826 del codice civile, nonché i beni di interesse storico, artistico, scientifico, tecnologico, archivistico, bibliografico, naturalistico e di valore culturale che devono essere tutelati, valorizzati e recuperati.

6. Sono beni patrimoniali disponibili i beni destinati a produrre reddito costituito da frutti naturali o civili e comunque tutti i beni non compresi tra quelli sopra descritti.

7. I beni mobili, facenti parte di un gruppo, della stessa specie e natura, destinati nel complesso alla stessa funzione e di modesto valore economico, possono essere classificati come universalità.

8. I valori dei beni avuti e dati in deposito sono rilevati separatamente contrapponendo ai valori attivi equivalenti valori passivi.

9. Il venir meno della destinazione a servizi pubblici dei beni immobili patrimoniali indisponibili è accertato con l'inserimento degli immobili nel piano di alienazione e valorizzazione patrimoniale.

Articolo 49 - Inventario

1. I beni mobili e immobili, sono iscritti nell’inventario comunale indicando i dati ritenuti necessari alla sua esatta identificazione.

2. L'inventario dei beni immobili contiene, per singolo bene e per anno di acquisizione, i seguenti elementi, ove disponibili:

a) il Responsabile - assegnatario, l'ubicazione, la categoria di appartenenza, l'estensione e la descrizione risultante dal catasto;

b) il titolo di provenienza, la destinazione urbana e/o edilizia, la consistenza in mq. e mc, le risultanze dei registri immobiliari nonché l'eventuale rendita imponibile;

c) il valore;

d) l'uso a cui sono destinati, le quote di ammortamento e l'effettivo stato d'uso;

e) i diritti e le servitù e gli eventuali vincoli d'uso;

f) l'anno di inizio dell'utilizzo.

3. L'inventario dei beni mobili contiene, per beni di categoria omogenea e per anno di acquisizione, i seguenti elementi, ove disponibili:

a) il Responsabile - assegnatario, il Servizio di appartenenza, la descrizione del bene e la sua ubicazione;

b) il valore;

c) l'uso a cui sono destinati, le quote di ammortamento e l'effettivo stato d'uso;

d) la denominazione e la descrizione secondo la natura e la specie;

e) la quantità o il numero;

f) la data di scadenza dell'eventuale garanzia;

g) l'anno di acquisizione e di entrata in funzione.

4. L’ inventario nel corso dell’esercizio deve essere costantemente aggiornato in base a:

a) acquisti e alienazioni;

b) interventi modificativi rilevabili dalla contabilità finanziaria che incidano direttamente sul valore dei beni;

c) interventi modificativi non rilevabili dalla contabilità finanziaria (ammortamenti, rimanenze, ecc.).

5. Dagli inventari devono, comunque, essere rilevate tutte quelle variazioni che, direttamente o indirettamente, andranno ad incidere sul conto del patrimonio.

6. La valutazione delle componenti del patrimonio avviene secondo le norme contabili vigenti e in mancanza di specifiche indicazioni, secondo le norme del codice civile e i principi contabili nazionali ed internazionali per le pubbliche amministrazioni. Quando, per qualsiasi altra ragione, non fosse possibile rilevare il valore dei beni dagli atti di acquisto, il valore sarà attribuito dal responsabile del servizio.

7. Gli eventuali beni di terzi in consegna (in deposito, uso, comodato, leasing, etc.) presso l'ente sono inseriti in apposito elenco evidenziando il soggetto proprietario, il consegnatario e le previste modalità di utilizzo.

8. L'eventuale consegna di beni comunali a terzi (in deposito, uso, comodato, etc.) dovrà essere evidenziata negli inventari sulla base di apposito verbale sottoscritto dal competente funzionario comunale e dal consegnatario.

9. Gli inventari sono chiusi al termine di ogni esercizio finanziario, sono oggetto di revisione da parte del responsabile del servizio tecnico in collaborazione con il responsabile del servizio finanziario.

10. Ciascun bene immobile o mobile deve essere affidato ad un responsabile (consegnatario) che, salvo diverse disposizioni, corrisponde al responsabile del servizio al cui uso il bene è affidato.

Articolo 50 - Beni non inventariabili

1. Non sono inventariabili, in ragione della natura di beni di facile consumo o del modico valore, i seguenti beni:

a) i beni di consumo e le materie prime e simili, necessari per l'attività dei servizi o che facciano parte di cicli produttivi;

b) i beni facilmente deteriorabili, logorabili o particolarmente fragili;

c) i libri e le pubblicazioni di uso corrente degli uffici;

d) le diapositive, i nastri, i dischi e simili e in genere tutto il materiale divulgativo;

e) gli attrezzi in normale dotazione degli automezzi;

f) i beni aventi un costo unitario di acquisto inferiore a € 500,00 (cinquecento), al netto di IVA, esclusi quelli contenuti nelle universalità di beni e quelli acquisiti a titolo gratuito.

Articolo 51 - Universalità di beni

1. I beni mobili, facenti parte di un gruppo, della stessa specie e natura, destinati nel complesso alla stessa funzione, di modesto valore economico, di cui all’articolo precedente, possono essere inventariati come universalità, con un unico numero di inventario e rilevati globalmente per servizio o centro di costo.

2. Per tali beni sono rilevati i seguenti dati:

a) denominazione;

b) ubicazione: servizio, centro di costo ecc.;

c) quantità;

d) costo dei beni;

e) coefficiente di ammortamento.

Articolo 52 - Automezzi

1. I responsabili dei servizi che hanno ricevuto in dotazione automezzi hanno l'obbligo di controllarne l'uso, accertando che:

a) il bene mobile sia efficiente e sicuro;

b) la loro utilizzazione sia conforme ai servizi di istituto;

c) il rifornimento dei carburanti e i percorsi effettuati siano annotati in appositi documenti;

d) il mezzo sia in regola con i previsti adempimenti circa il pagamento di assicurazione e tasse di proprietà e/o circolazione, se previste.

Articolo 53 - Consegna dei beni

1. I beni, una volta inventariati, sono dati in consegna ad agenti consegnatari i quali sono personalmente responsabili dei beni loro affidati, nonché di qualsiasi danno che possa derivare al Comune da loro azioni od omissioni.

2. Il verbale di consegna, contenente analitica elencazione e descrizione dei beni, è redatto in duplice copia ed è sottoscritto da chi effettua la consegna e da chi riceve il bene; in caso di sostituzione, le funzioni di consegnatario sono esercitate dal Responsabile del Servizio o suo delegato, ferma restando la responsabilità del titolare.

3. I consegnatari devono:

a) curare la conservazione dei mobili e delle attrezzature loro assegnate;

b) comunicare tempestivamente e comunque non oltre il 31 gennaio al Servizio finanziario ogni variazione intervenuta nel corso dell'esercizio precedente sui beni mobili e immobili a loro affidati, ai fini dell'aggiornamento del conto del patrimonio.

c) conservare la documentazione relativa ai movimenti del materiale di consumo non soggetto a rilevazione inventariale;

d) denunciare il furto subito e inoltrare copia della medesima al Servizio competente della tenuta dell’inventario;

e) il discarico è disposto con deliberazione della Giunta comunale da comunicare all'interessato. Non è ammesso il discarico dagli inventari nel caso di danno patrimoniale arrecato per distruzione, perdita, furto, cessione o altre cause dovute a provata negligenza o incuria nella gestione e conservazione dei beni; in tal caso il risarcimento del danno è posto a carico del consegnatario.

Articolo 54 - Assegnazioni di beni immobili

1. I beni patrimoniali non utilizzati direttamente dall’ente sono dati in locazione alle condizioni di mercato o di legge, fatti salvi i contratti vigenti che dovranno essere adeguati alle condizioni di mercato alla data di naturale scadenza.

2. Per fini sociali, l'Amministrazione ha facoltà di concedere in locazione a canone ridotto esclusivamente beni immobili e mobili del patrimonio disponibile individuati con provvedimento dell'organo esecutivo; in tali casi sono posti a carico del locatario le spese relative all'esecuzione di interventi di manutenzione ordinaria dell'immobile, nonché gli oneri di qualunque natura gravanti sullo stesso.

Articolo 55 - Dismissione e cancellazione dei beni dall'inventario

1. I beni mobili sono dichiarati fuori uso con atto del responsabile del servizio competente, nel quale viene altresì specificata la destinazione (vendita, permuta, donazione, distruzione) di tali beni, tenuto conto del loro stato, delle residue possibilità di utilizzo nonché del valore economico.

2. Sulla base degli atti di dismissione dei beni mobili dichiarati fuori uso, il servizio finanziario procede alla cancellazione dei beni stessi dall'inventario.

3. Alla cancellazione dall'inventario si deve altresì procedere per i beni mobili che siano stati smarriti, rubati o distrutti per cause di forza maggiore.

TITOLO IX - REVISIONE ECONOMICO-FINANZIARIA

Articolo 56 - Revisore dei conti

1. La revisione della gestione economico finanziaria è affidata al revisore unico secondo quanto disposto dall'art. 234 del T.U.

2. Nello svolgimento delle proprie funzioni, l'Organo di revisione:

a) può avvalersi della collaborazione previste dall'art. 239, comma 4, del Tuel;

b) può eseguire ispezioni e controlli;

c) impronta la propria attività al criterio inderogabile della indipendenza funzionale.

3. La nomina dell’organo di revisione e la cessazione o sospensione dall'incarico avviene secondo la normativa vigente.

4. In particolare, cessa dall'incarico il revisore per impossibilità derivante da qualsivoglia causa a svolgere le funzioni per un periodo di tempo continuativo non inferiore a tre mesi. Il revisore interessato dovrà comunicare tempestivamente l'impossibilità di svolgere le proprie funzioni al Presidente del Consiglio, al Sindaco e al Segretario generale.

5. La revoca dall'ufficio di revisione prevista dall'art. 235, comma 2, del Tuel é disposta con deliberazione del Consiglio comunale. La stessa procedura sarà eseguita per la dichiarazione di decadenza per incompatibilità ed ineleggibilità.

6. In caso di tre assenze in corso d'anno non ritenute validamente giustificate, il Sindaco può dare inizio alla procedura di decadenza di cui al successivo comma 7.

7. Il Sindaco, sentito il responsabile del servizio finanziario, contesterà i fatti al revisore interessato a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC, assegnando 10 giorni per le controdeduzioni.

8. L’eventuale deliberazione dovrà essere notificata all'interessato entro 5 giorni dalla sua adozione.

9. Nel caso di sopravvenute cause di incompatibilità, di revoca, di dimissioni dall'incarico, ovvero sia necessario provvedere alla sostituzione per altre cause, si procede alla surroga nei tempi e modalità stabiliti dalla vigente normativa.

Articolo 57 - Funzioni del Revisore

1. L’organo di revisione svolge il seguente controllo sulla gestione:

a) attività di collaborazione con l’organo consiliare;

b) pareri sulla proposta di bilancio di previsione e dei documenti allegati e sulle variazioni di bilancio e su richiesta del responsabile del servizio finanziario in ordine alla regolarità contabile, finanziaria ed economica di fatti o situazioni contabili del comune. I pareri relativi al bilancio di previsione devono essere resi entro il termine di cui al precedente art.13, comma 4, decorrenti dalla trasmissione degli atti e dei documenti. I pareri sulle variazioni di bilancio, entro il termine di 5 (cinque) giorni;

c) vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione relativamente all’acquisizione delle entrate, all’effettuazione delle spese, all’attività contrattuale, all’amministrazione dei beni, alla completezza della documentazione, agli adempimenti fiscali ed alla tenuta della contabilità; l’organo di revisione svolge tali funzioni anche con tecniche motivate di campionamento;

d) relazione sulla proposta di deliberazione consiliare del rendiconto della gestione e sullo schema di rendiconto entro il termine di cui al precedente art.41, comma 4, decorrenti dalla trasmissione della stessa proposta approvata dalla giunta comunale. La relazione deve contenere l’attestazione sulla corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione nonché rilievi, considerazioni e proposte tendenti a conseguire efficienza, produttività ed economicità della gestione;

e) referto all’organo consiliare su gravi irregolarità di gestione, con contestuale denuncia ai competenti organi giurisdizionali ove si configurino ipotesi di responsabilità;

f) verifiche di cassa;

             g) ogni altro controllo, riscontro e referto previsto dalle vigenti disposizioni normative.

Articolo 58 - Trattamento economico

1. Il compenso spettante al Revisore, oltre ad eventuali rimborsi spese, è stabilito con la deliberazione di nomina, entro i limiti fissati dalla normativa vigente in materia.

TITOLO X - CONTROLLO DEGLI EQUILIBRI FINANZIARI

Articolo 59 - Controllo sugli equilibri finanziari

1. Il controllo sugli equilibri finanziari è un processo continuo, svolto sotto la direzione e il coordinamento del responsabile del servizio finanziario e mediante la vigilanza dell’organo di revisione, prevedendo il coinvolgimento attivo degli organi di governo, del segretario e dei responsabili dei servizi, secondo le rispettive responsabilità . Perché il ciclo di previsione-gestione-rendicontazione delle risorse possa garantire costantemente il rispetto degli equilibri finanziari, è necessario il coinvolgimento costante dei responsabili dei servizi sin dal momento della definizione delle previsioni di bilancio e nelle fasi successive di gestione e rendicontazione.

2. Il controllo sugli equilibri finanziari comporta, pertanto, da parte di tutti i soggetti indicati al comma 1:

a) il rispetto delle norme di attuazione dell’art. 81 della Costituzione e dei principi costituzionali in materia di finanza pubblica;

b) il rispetto delle disposizioni dell’ordinamento finanziario e contabile degli enti locali;

c) il rispetto delle norme che regolano il concorso degli enti locali alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica;

d) il rispetto della disciplina prevista dal presente regolamento.

3. Il controllo sugli equilibri finanziari ha la finalità di garantire:

a) il pareggio di bilancio;

b) l’equilibrio finanziario corrente;

c) l’equilibrio della gestione in conto capitale;

d) l’equilibrio nella gestione dei servizi per conto terzi;

e) l’equilibrio della gestione di cassa;

f) il rispetto delle norme sui vincoli di finanza pubblica;

g) il rispetto dei limiti di spesa previsti dalle norme che regolano il concorso degli enti al risanamento della finanza pubblica;

h) il rispetto dei vincoli normativi che impongono la destinazione di determinate tipologie di entrata a determinate tipologie di spesa;

i) il rispetto dei limiti all’indebitamento e la corretta destinazione delle risorse provenienti da indebitamento ai sensi dell’art. 119 della Costituzione;

j) la congruità del fondo crediti dubbia esigibilità, al fine di prevenire squilibri futuri dovuti all’accumulo di residui attivi inesigibili;

k) di minimizzare l’insorgere di debiti fuori bilancio, verificando il rispetto dei postulati di bilancio, con specifico riferimento ai postulati di attendibilità, congruità e prudenza, affinché non vi siano spese sottostimate che originino debiti fuori bilancio;

l) la sostenibilità degli equilibri di cui ai punti precedenti negli esercizi futuri. A tale riguardo si precisa che la sostenibilità deve essere garantita anche per gli esercizi successivi a quelli compresi nel bilancio pluriennale e per questo è necessario prevedere i riflessi delle decisioni sui bilanci futuri, con particolare riferimento all’indebitamento, alle spese gestionali indotte dagli investimenti e ai contratti che impegnano i bilanci futuri.

4. Il coinvolgimento attivo nel controllo sugli equilibri finanziari da parte dei soggetti indicati al primo comma comporta l’effettiva partecipazione nei controlli di cui al comma precedente.

Articolo 60 - Monitoraggio degli equilibri finanziari

1. Il Responsabile del servizio finanziario, ai fini del controllo degli equilibri finanziari, può chiedere informazioni o documentazione ai responsabili dei servizi comunali.

2. I Responsabili di servizio sono tenuti comunque a segnalare tempestivamente al responsabile del servizio finanziario qualsiasi fatto, circostanza o elemento di cui sono a conoscenza dal quale possa derivare, direttamente o indirettamente, anche prospetticamente, un pregiudizio all’equilibrio finanziario ovvero alla situazione economico-patrimoniale dell’ente o debiti non previsti a bilancio.

3. L'analisi delle informazioni gestionali ricevute dai responsabili dei servizi riguarda in particolare:

a) per l'entrata, lo stato delle risorse assegnate alla responsabilità di acquisizione dei servizi, lo stato dei relativi accertamenti, il grado di riscossione delle entrate in conto competenza, il grado di riscossione e la vetustà dei residui attivi, nonché il grado di esigibilità in base alle valutazioni fornite dai singoli responsabili dei servizi;

b) per l'uscita, lo stato dei mezzi finanziari attribuiti ai servizi, delle prenotazioni di impegno, degli impegni e dei pagamenti, sia in competenza sia in conto residui.

4. Le informazioni di natura contabile sono riferite ai programmi, ai progetti e agli obiettivi gestionali affidati ai servizi e ai centri di costo e di ricavo, nonché alle attività e passività patrimoniali attribuite agli stessi secondo le norme del presente regolamento.

5. Qualsivoglia scostamento rispetto agli obiettivi di finanza pubblica assegnati all’Ente, rilevato sulla base dei dati effettivi o mediante analisi prospettica, è immediatamente segnalato dal responsabile del servizio finanziario.

6. Con periodicità quadrimestrale, o più ravvicinata se necessario, i responsabili dei servizi, in modo particolare il funzionario del settore tecnico, dovranno rivedere, rispettivamente, le previsioni dei pagamenti relativi alle spese in conto capitale e delle entrate in conto capitale, segnalando con tempestività al servizio finanziario eventuali scostamenti rispetto a quanto precedentemente previsto e proponendo le opportune contromisure per correggere le dinamiche non conformi al rispetto del pareggio di bilancio. Il servizio finanziario avrà cura di mettere tempestivamente a disposizione le necessarie informazioni circa i dati dei flussi di cassa delle entrate e spese rilevanti quali registrati dalla contabilità.

7. Il servizio finanziario analizza e aggrega le informazioni ricevute dai responsabili dei servizi e, sulla base delle rilevazioni di contabilità generale finanziaria, provvede a:

a) istruire la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e dei progetti e la verifica sul mantenimento degli equilibri di bilancio;

b) istruire i provvedimenti necessari per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio;

c) proporre le misure necessarie a ripristinare il pareggio qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo di amministrazione o di gestione, per squilibrio della gestione di competenza ovvero della gestione dei residui.

8. Il servizio finanziario propone altresì le misure necessarie per il ripiano dell'eventuale disavanzo di amministrazione risultante dal rendiconto approvato.

9. Sulla scorta delle informazioni raccolte, qualora le risultanze, attuali o prospettiche, degli aggregati contabili rilevanti ai fini del rispetto del pareggio di bilancio lascino presumere il mancato rispetto del medesimo, il responsabile del servizio finanziario provvede con tempestività ad informare la Giunta comunale, l’organo di revisione, i responsabili ed il Segretario comunale per l’adozione delle necessarie decisioni e/o atti di indirizzo. Il responsabile del servizio finanziario attiverà, se del caso, la procedura di cui all’art. 153, comma 6, TUEL (segnalazioni obbligatorie).

TITOLO XI - TESORERIA COMUNALE - VERIFICHE DI CASSA

Articolo 61 - Affidamento e durata del servizio di tesoreria

1. Il servizio di Tesoreria consiste nel complesso delle operazioni riguardanti la gestione finanziaria del Comune con riguardo, in particolare, alla riscossione delle entrate, al pagamento delle spese, alla custodia dei titoli e valori e agli adempimenti connessi previsti dalle disposizioni legislative, statutarie, regolamentari e convenzionali.

2. Il servizio di Tesoreria è affidato ad un soggetto abilitato, di cui all’art. 208 del Tuel, mediante procedura ad evidenza pubblica.

3. Il servizio di Tesoreria è regolato sulla base di una convenzione, il cui schema è deliberato dal Consiglio comunale, nonché dalle norme di legge in vigore.

4.La convenzione, in particolare deve prevedere:

a) la durata dell’incarico;

b) l’indicazione delle operazioni che rientrano nel servizio di tesoreria;

c) l’indicazione delle procedure di gestione informatizzata del servizio;

d) gli obblighi del Comune;

e) gli obblighi del tesoriere;

f) le modalità per la riscossione ed il versamento delle entrate;

g) le modalità per l’esecuzione dei pagamenti;

h) le modalità di custodia e amministrazione titoli e valori di proprietà del Comune, in particolare le procedure per i prelievi e le restituzioni;

i) casi di risoluzione anticipata o decadenza

j) l’obbligo per il tesorerie di rendere conto della propria gestione di cassa entro il termine di due mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario,

k) la concessione, a richiesta dell’Ente delle anticipazioni di tesoreria nei limiti consentiti, con diritto ai relativi interessi da calcolarsi al tasso convenuto e per il periodo e l’ammontare di effettiva esposizione debitoria;

5. Il Tesoriere è agente contabile del Comune.

6. Il Tesoriere, nell'esercizio delle sue funzioni, deve osservare le prescrizioni previste dalle vigenti disposizioni legislative, regolamentari e dalla convenzione di Tesoreria, e risponde con tutte le proprie attività e con il proprio patrimonio per eventuali danni causati al Comune o a terzi.

Articolo 62 - Verifiche di cassa

1. Con cadenza trimestrale il Revisore dei conti procede, in confronto con il Tesoriere, alla verifica ordinaria di cassa, alla verifica della gestione del servizio di Tesoreria e di quello degli altri agenti contabili.

2. Ad ogni cambiamento del Sindaco o del Tesoriere si procede ad una verifica straordinaria della cassa, con l'intervento, rispettivamente, del Sindaco uscente e del Sindaco subentrante e del Tesoriere uscente e del Tesoriere subentrante, nonché del Segretario comunale, del responsabile del servizio finanziario e del Revisore dei conti.

3. Oltre alle verifiche di cui ai commi precedenti l’Amministrazione, tramite il responsabile del servizio finanziario o suo delegato, procedono ad autonome verifiche di cassa, in qualsiasi momento e qualora venga ritenuto opportuno.

4. Di ogni verifica si stende verbale in triplice esemplare sottoscritto dagli intervenuti: uno da consegnarsi al Tesoriere, uno da consegnarsi al Revisore dei conti e un altro da conservarsi presso il Servizio finanziario.

Articolo 63 - Anticipazioni di tesoreria

1. La Giunta comunale delibera in termini generali, all'inizio di ciascun esercizio finanziario, la richiesta al Tesoriere comunale di un’anticipazione di cassa entro il limite massimo previsto dalla normativa vigente.

2. Le anticipazioni, di cui al comma precedente, sono attivate dal Tesoriere sulla base delle specifiche richieste, in corso d'anno, inoltrate dal responsabile del servizio finanziario per assicurare il pagamento di spese obbligatorie o a scadenza determinata per legge o per contratto e nel rispetto delle priorità dei pagamenti connessi a obblighi legislativi o contrattuali, a scadenze determinate ovvero, negli altri casi, secondo l’ordine cronologico di ricevimento delle fatture.

3. Gli interessi sulle anticipazioni di Tesoreria, dovuti dal Comune, sono calcolati al tasso convenuto e stabilito nella convenzione di Tesoreria e per il periodo e l'ammontare di effettivo utilizzo delle somme.

TITOLO XII - AGENTI CONTABILI

Articolo 64 - Gli agenti contabili

1. Sono agenti contabili, ai sensi dell’art. 93 del Tuel, i soggetti che hanno maneggio di pubblico denaro o consegnatari di beni durevoli di proprietà dell’ente e si distinguono rispettivamente in agenti contabili “a denaro” e in “agenti contabili a materia”.

2. A seconda della collocazione rispetto all’amministrazione comunale si distinguono gli agenti contabili interni, che hanno con la stessa un rapporto di dipendenza, e gli agenti contabili esterni, che sono ad essa legati da un rapporto di diversa natura.

3. Gli agenti contabili interni sono:

- l’Economo comunale;

- il responsabile del servizio partecipazioni per i titoli azionari e le quote societarie;

- i dipendenti del Comune che siano stati nominati con delibera di Giunta comunale;

- i responsabili dei servizi che siano stati nominati con delibera di Giunta comunale;

- gli incaricati alla riscossione tramite casse interne;

- gli assegnatari di specifici fondi di anticipazione.

- ogni altro soggetto, dipendente comunale, che abbia anche solo di fatto maneggio di denaro pubblico.

4. Gli agenti contabili esterni sono:

- il Tesoriere;

- i soggetti che abbiano maneggio di denaro del Comune riversato all’ente ai sensi di contratti, convenzioni e di disposizioni normative e regolamentari vigenti.

Articolo 65 - L'anagrafe degli agenti contabili

1. Il responsabile del servizio finanziario cura la tenuta dell’anagrafe degli agenti contabili del Comune di Popoli Terme e l’invio della stessa alla Corte dei conti secondo le modalità stabilite, ai sensi dell’art. 138, del D.Lgs.n.174/2016.

Articolo 66 - Sostituzioni

1. In caso di sostituzione dell’agente contabile lo stesso deve procedere a formale consegna al soggetto subentrante, tramite redazione di apposito verbale dal quale risulti la situazione di cassa alla data del passaggio della gestione. Il verbale, corredato dalle firme dell’agente contabile cessato e del subentrante deve essere trasmesso al servizio finanziario.

2. Il soggetto uscente è inoltre tenuto alla presentazione della rendicontazione al servizio finanziario utilizzando gli specifici modelli di cui al DPR 194/1996.

3. Le sostituzioni temporanee dell’agente contabile, in caso di assenza o impedimento a svolgere le attività, non comportano obbligo di resa del conto da parte del sostituto. L’agente contabile dovrà controllare la gestione del sostituto e includerla nella propria resa del conto.

Articolo 67 - Resa dei conti degli agenti contabili

1. Gli agenti contabili sono tenuti alla resa del conto all’ente per il successivo inoltro alla Corte dei conti, secondo quanto stabilito per legge.

2. Nel caso in cui l’agente contabile non abbia incassato alcuna somma nel corso dell’anno è comunque tenuto alla resa del conto annuale per chiarire la propria posizione nei confronti dell’ente e della Corte dei conti.

Articolo 68 - Riscossione tramite casse interne

1. Gli incaricati alla riscossione delle casse interne sono nominati con atto dell’organo giuntale e sono agenti contabili, salvo il caso in cui non ci sia maneggio di denaro.

2. Gli incaricati della riscossione devono tenere il giornale di cassa ed il registro dei corrispettivi, qualora la riscossione faccia riferimento ad attività commerciale.

3. Ogni somma riscossa deve essere registrata nel giornale di cassa e deve essere data al versante una formale ricevuta numerata progressivamente.

4. Le procedure degli incaricati alla riscossione, ove la natura del servizio lo consenta, devono essere automatizzate e volte a limitare l’uso del contante.

5. Le somme incassate devono essere versate sul conto di tesoreria. Nelle more del versamento sul conto di

tesoreria i fondi non possono essere distratti per nessuna ragione.

6. Gli incaricati interni alla riscossione sono responsabili dei fondi custoditi nella cassa, delle operazioni svolte e della corretta tenuta della documentazione amministrativa e contabile.

7. Il servizio finanziario può effettuare controlli sulle casse interne tutte le volte che lo ritenga opportuno e, inoltre, su richiesta del Sindaco.

TITOLO XIII - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Art. 69 - Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore dalla data di esecutività della deliberazione di approvazione.

Art. 70 - Abrogazione di norme

1. Con l'entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate le norme previste dal regolamento di contabilità approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 17 del 27.03.2008, e successive modifiche ed integrazioni.

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