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Alfredo Mariani

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Freccia Scura

Alfredo Mariani


Il poeta Alfredo Mariani si può considerare ancora sconosciuto alla maggior parte dei suoi concittadini, nonostante il valore indiscusso dei suoi versi in italiano e in dialetto popolese, autorevolmente riconosciuto dalla critica, e specialmente analizzato da Cosimo Savastano e Ottaviano Giannangeli al momento della pubblicazione dell'unico suo libro di poesie, e solo quelle in lingua, nel 1997: Malfermi alianti. Sembra quasi che egli voglia giocare a rimpiattino con noi: per quasi tutta la vita mantenne il più geloso segreto sulla sua attività letteraria, che tutti intorno a lui ignoravano, ad eccezione della moglie; poi all'improvviso, nel 1977, vinse la prima edizione del Premio di poesia dialettale abruzzese indetto dal Comune di Casoli per onorare la memoria del Senatore Mosé Ricci; conseguì ancora due premi per la poesia dialettale, l'uno nel 1980 al concorso di San Vito Chietino e l'altro a Colledara nel 1984, pochi mesi prima della sua morte prematura. Poi il silenzio fino al 1997, quando i familiari consentirono la pubblicazione di tutte le poesie italiane che fu possibile reperire fin allora, un ''mannello'' di 61 componimenti. Ma ciononostante il nome di Alfredo Mariani suona sconosciuto ai più, specialmente alle nuove generazioni. Nulla è stato ancora pubblicato della sua poesia dialettale, e chissà quanto altro materiale potrebbe venir fuori, anche in prosa, dalle carte che lui seguitava ad accumulare, quando non le distruggeva, nella sua attività segreta di tutta una vita. "Alfredo scriveva sempre", dice la signora Gina, sua moglie. Il fatto è che questo schivo ed enigmatico intellettuale era ''avvolto da una sorta di voluttà del segreto'', come dice Cosimo Savastano nella bella e commossa rievocazione di Alfredo Mariani scritta per la pubblicazione di Malfermi alianti. Era il suo carattere, che sottostava al suo atteggiamento in apparenza allegro e affabile, a volte ironico e scherzoso, che emergeva sia tra i colleghi a scuola, sia nella conversazione, sia nei momenti del gioco, per esempio quando stuzzicava sornione gli amici sfidandoli al biliardo, nella specialtà delle boccette, in cui era particolarmente abile. Il maestro Mariani era assai stimato nella sua professione di insegnante elementare e amato dai bambini, a cui si dedicava con competenza e sensibilità. Nato a Bussi Officine (Pescara) il 18 dicembre del 1923, dopo le elementari frequentò i primi due anni dell'Istituto Magistrale come convittore presso l'Istituto Salesiano dell'Aquila. Facendo parte della Compagnia filodrammatica del Collegio, poté arricchire la sua formazione attraverso le molteplici letture dei classici antichi e moderni e la conoscenza dei maggiori autori di teatro. Fu certamente in questi primi anni che sbocciò la sua vocazione e si formò il primo nucleo del suo mondo interiore. Le esperienze culturali successive non fecero che arricchire e sviluppare questo primo nucleo: gli studi proseguiti all'Istituto Magistrale di Pescara, dove si diplomò nel 1943 e dove ebbe come insegnante di Letteratura italiana la professoressa La Valle, da lui ricordata con particulare gratitudine; gli studi universitari avviati nell'immediato dopoguerra presto I'lstituto Orientale di Napoli (si era iscritto alla facoltà di Lingue straniere), presto però interrotti per intraprendere la professione di insegnante nelle scuole elementari; la collaborazione con vari giornali nazionali: prima "Il Momento", poi "Il Messaggero" e "Il Tempo". Non abbandonò mai il rapporto con il giornalismo, e da parte di tutti l'apprezzamento e la stima si consolidarono nel tempo. Il suo insegnamento, a cui dedicò sempre impegno professionale e cura amorevole, fu certo arricchito da questa continua pratica della scrittura, ma soprattutto dalla passione con cui egli approfondiva lo studio dei classici e della poesia contemporanea, italiana e straniera. Silenziosamente e in segreto, come sempre. Affermava che "con il conforto di illuminati consiglieri" aveva potuto "dare sistematicità alla sua attività di poeta. Ma a questa "attività" e "sistematicità", al di là dei concorsi poetici a cui abbiamo accennato, egli non potè dedicarsi fino in fondo: la morte lo colse immaturamente a Roma il 3 agosto del 1984.

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