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Riserva di Monte Rotondo

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Freccia Scura

La riserva naturale di Monte Rotondo

sentiero per la visita del lupo all'interno della Riserva di Monte Rotondo
Foto di Silvia Lattanzio

 

L'Area della riserva

La riserva di Monte Rotondo si estende dalle ultime propaggini del massiccio del Gran Sasso e le prime del massiccio del Morrone attraversando una delle zone più belle nonché spettacolari delle gole di Popoli, profondamente solcata dal fiume Pescara.
Qui il fiume percorre la profonda e stretta gola che separa i due massicci creando l'habitat ideale alla formazione di un paesaggio vegetale decisamente distinto da quello circostante, caratterizzato da rilievi montuosi di natura calcarea dà vita ad uno scenario prettamente boscoso e alpestre. L'Abete bianco (Abies alba) e l'Abete rosso (Picea excelsa) caratterizzano la zona denominata la "Fossa" con grandi esemplari che ricordano le massicce campagne di riforestazione delle montagne appenniniche. La fascia termofila invece è popolata dal Leccio (Quercus ilex) e dalla Roverella (Quercus pubescens) cedendo il posto a circa 900 metri di quota ad un'esigua fascia di Faggio (Fagus sylvatica).
Sempre per il piano di riforestazione, condotte a più riprese sono presenti, il Pino d'Aleppo (Pinus halepensis), Pino marittimo (Pinus pinaster), Cipresso comune (Cipressus sempervirens), Cedro (Cedru deodara), mentre nella tipica macchia mediterranea vegetano specie come il Saliquastro (Cercis saliquastrum) e nel sottobosco molte orchidee, tra cui l'Ophrys tenhrendinifera dagli accesi colori solari.
Dal punto di vista faunistico la riserva ospita tra i mammiferi, il Lupo appenninico (Lupus canis italicus), il Gatto selvatico (Felis silvestris), il Cinghiale (Sus scrofa), mentre per gli uccelli si annoverano l'Aquila reale (Aquila chrysaetos), il Falco pellegrino (Falcus peregrinus), il Lodaiolo (Falcus subbuteo), il Colombaccio (Clumba palumbus) e la coturnice (Alectoris graeca). Inoltre nell'area sono condotti dall'amministrazione delle Foreste Demaniali allevamenti di Cervi (Cervus elaphus) e di Caprioli (Capreolus capreolus).
Gran parte del territorio è ricompreso nel Parco Nazionale della Majella, una delle montagne più ricche e suggestive d'Abruzzo. Il massiccio è secondo solo al Gran Sasso con una forma molto diversa, simile ad un'enorme cupola ellittica. E' un blocco compatto diviso in due propaggini, quella ad ovest formata dalla montagna del Morrone e quella a sud formata dal gruppo montuoso dei Pizzzi e del Secine, costituendo un favoloso corridoio faunistico con il Parco Nazionale d'Abruzzo.
Numerose sono le vette che superano i 2500 metri, la più elevata è il Monte Amaro che raggiunge i 2795 metri di quota. Sin dall'antichità la Majella è stata considerata culla di un ricco paesaggio floristico. Oggi l'elenco ancora in costante revisione accerta ben 1800 specie vegetali con un alto tasso di specie endemiche, come le note mughete, estensioni di Pino mugo (Pinus mugo) che compare sull'Appennino solo sulla Majella e in una piccola e localizzata area della Camosciara nel Parco Nazionale d'Abruzzo. Per comprendere meglio l'enorme serbatoio naturale di queste montagne basta leggere i dati, dove si annoverano il 30% circa della flora nazionale e il 15% di quella europea!daini
Anche la fauna include un importante repertorio, come il Lupo (Canis lupus italicus), l'Orso bruno marsicano (Ursus arctors marsicanus). Con le recenti reintroduzioni del Cervo (Cervus elaphus), del Capriolo (Capreolus capreolus) e del famosissimo Camoscio d'Abruzzo (Rupicapra ornata) che negli ultimi anni sta ampliando il suo areale di distribuzione, rioccupando quelle nicchie dove un tempo si aggirava numeroso.
Preoccupante è invece lo stato di alcuni rapaci diurni, come l'Aquila reale (Aquila chrysaetos) sensibile e che trova non poche difficoltà a svolgere le sue attività biologiche. Raro è anche il Lanario (Falco cherrug) sensibilmente diminuito per il forte mutamento del suo ambiente naturale. Interessante e unico nel periodo riproduttivo è la presenza del Piviere tortolino (Charadryus morinellus), questo straordinario limicolo trova in alcune zone dei monti sito di riproduzione nell'Italia peninsulare. 

Orario di apertura del Centro Visita del Lupo

periodo invernale (1° novembre - 28 febbraio) 

aperto solo su prenotazione per gruppi di almeno 10 persone 

periodo primavera - autunno (1° marzo - 30 giugno, 16 settembre - 31 ottobre)

nei giorni feriali solo per gruppi organizzati di almeno 10 persone,

domenica e festivi: inizio prima visita guidata ore 10.00, inizio seconda visita guidata ore 15.00,

periodo estivo (1° luglio - 15 settembre)

tutti i giorni inizio prima visita guidata ore 10.00, inizio seconda visita guidata ore 15.00

Per informazioni

Per prenotare visite guidate e informazioni: Cooperativa "Il Bosso" tel. (+39)0859808009 sito web: www.ilbosso.com

 

Fotogallery di Belinda Di Loreto

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